Uganda, la nuova legge anti-gay: quando a fare coming out si rischia l’ergastolo
- Camilla Consonni
- 30 mar 2023
- Tempo di lettura: 2 min
30/03/2023

Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è costituzionalmente vietato già dal 2005. Nel 2014, una prima bozza di legge anti-gay, poi accantonata. Nel 2021, viene criminalizzata ufficialmente “l’attività omosessuale”. Il 23 marzo 2023 la seduta parlamentare di Kampala approva quasi all’unanimità un nuovo disegno di legge il cui contenuto allarma immediatamente governi e organizzazioni internazionali. Solamente 2 deputati su 389 si dichiarano contrari: in Uganda cala la notte sui diritti della comunità LGBTQI+.
Ora, per “la conoscenza carnale contro natura” tra due uomini o due donne, si ventilano 20 anni di reclusione e persino la possibilità della pena di morte in casi di “omosessualità aggravata”. A essere dichiarato ufficialmente illegale è il mero identificarsi come una persona omosessuale: il reato è quindi uno stato d’essere, non più un’azione. Gli attivisti di tutto il mondo si dicono particolarmente preoccupati per la messa per iscritto, nero su bianco, del dovere di amici, famigliari o semplici membri della comunità nazionale di denunciare eventuali relazioni omosessuali alle autorità: ciò avrebbe già condotto a numerosi casi di estorsione e ricatto e contribuisce senza dubbio ad alimentare in tutto il paese un terrificante clima di “caccia alle streghe”. Tigere Chagutah, direttore per l’Africa meridionale e orientale di Amnesty International, ha dichiarato: “Questa legislazione profondamente repressiva istituzionalizzerà discriminazione, odio e pregiudizio nei confronti delle persone della comunità LGBTQI+, incluse quante vengono solamente percepite come tali”.
Le reazioni delle istituzioni globali, come precedentemente accennato, sono state immediate e vigorose: l’UE si è dichiarata “contraria alla pena di morte in ogni circostanza”, evidenziando anche le numerose contraddizioni tra il disegno di legge appena approvato e il diritto internazionale. In particolare, la Carta africana dei diritti dell’uomo e dei popoli (convenzione adottata dall’Unione Africana di cui l’Uganda fa parte) afferma che "ogni individuo ha il dovere di rispettare e considerare i suoi simili senza discriminazioni e di mantenere relazioni volte a promuovere, salvaguardare e rafforzare il rispetto e la tolleranza reciproci". Qualora promulgata, inoltre, questa legge potrebbe portare a gravissime sanzioni economiche da parte degli Stati Uniti. Al presidente, Yoweri Museveni, la scelta: porre il veto o firmare?
Camilla Consonni
FONTI:




Commenti