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Spot Esselunga: la polemica su "La pesca" divide italiani e politica

  • Immagine del redattore: Camilla Consonni
    Camilla Consonni
  • 29 set 2023
  • Tempo di lettura: 4 min

Il video promozionale “La Pesca” è diventato un caso mediatico grazie alla risonanza sui social. Le opinioni dei politici: per la Meloni «è bello e toccante», per Bersani «davvero sbagliato». Schlein: «Non l’ho ancora visto».


Il nuovo cortometraggio pubblicitario di Esselunga racconta l’esperienza della spesa attraverso gli occhi e le emozioni di una bambina, mostrando come un’azione quotidiana possa diventare molto di più, persino un innocente tentativo di riunire i genitori separati. In poche ore, “La Pesca” ha diviso l’Italia ed è diventato un caso mediatico: oltre 2,5 milioni di interazioni sui social, un tema caldo che ha coinvolto anche la politica.

Bimba dello spot Esselunga guarda la pesca nel supermercato

La trama

Mamma e figlia sono al supermercato. La bambina si allontana alla ricerca di una pesca, mentre la mamma la rincorre preoccupata. “Ma ti sembra che scappi via così? Prendiamo la pesca, ma non farlo più”. Il frutto segue la piccola nel corso della sua giornata: il viaggio in macchina, il momento di gioco, il racconto della giornata a scuola. Alla fine, ecco il papà che passa a prenderla. Lei gli consegna la pesca. “Te la manda mamma”, gli dice. Il gesto di una bambina che, con emozione e ingenuità, cerca di riunire i genitori separati. “Non c’è una spesa che non sia importante”, il messaggio dell’azienda.

Messaggio dello spot Esselunga, bambina in macchina con la pesca

Da Meloni a Schlein: le reazioni della politica

Da destra non mancano gli apprezzamenti, a cominciare da quelli della Premier Giorgia Meloni, che scrive sui social «Io lo trovo molto bello e toccante». Dello stesso parere, la ministra Roccella: «Non so perché questo spot abbia fatto tanto scandalo. Racconta una situazione che tanti di noi hanno vissuto o semplicemente visto: una famiglia che si separa e un bambino che vive una condizione di disagio. Mi sembra che sia stata una bella storia e una buona idea». Salvini aggiunge: «Lo spot Esselunga è poesia pura».

Al contrario, l’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani critica lo spot dicendo «Mi sembra davvero sbagliato mettere in mezzo la sofferenza dei bambini per scopi commerciali». Per Renzi, presidente di Italia Viva, la politica dovrebbe invece discutere di questioni che hanno a che vedere con l’azione del governo.

C’è quindi chi si commuove, chi si indigna e anche chi non ne sa nulla, come la segretaria del Pd Elly Schlein: «Non vorrei deludere nessuno, ma non ho ancora visto lo spot di cui oggi si parla».

Meloni con un cestino di pesche e commento Twitter allo spot Esselunga

Un caso social

Secondo SocialData, startup italiana di ricerca e analisi dei dati, nelle ultime 48 ore le conversazioni sul tema sarebbero state più di 850 al minuto, le menzioni complessive 136 mila, oltre 2,5 milioni le interazioni social. A confronto, la cancellazione del reddito di cittadinanza aveva riscosso, tra la metà di luglio e l'inizio di agosto, "solo" 1,25 milioni di visualizzazioni e 36 mila menzioni. Numerosissimi anche i meme prodotti sul tema: dai rimandi alla carta fedeltà della catena, che da “Fidaty” diventa “Separaty”, fino a immagini dove il padre divorziato assume le sembianze di Totti, fresco di separazione con Ilary Blasy.

I cittadini, come i politici, si dividono: da una parte, chi insiste sul diritto dei bambini che si trovano in situazioni difficili come la separazione dei genitori di sentirsi visti e rappresentati; dall'altra, chi denuncia una mercificazione di sentimenti così complessi. Secondo Luca Ferlaino, partner di SocialData, «Come al solito gli italiani amano dividersi in fazioni. L'analisi dei dati in questo caso ci permette di rappresentare ed evidenziare la profonda frattura presente nel nostro Paese su un tema delicato». Fiorello ironizza: «Sullo spot della Esselunga, fra divorzisti e antidivorzisti, hanno vinto i pubblicitari».

Meme sulla pesca dello spot Esselunga con Fidaty e Totti

L’azienda risponde

Girato nell'Esselunga di via Solari, il cortometraggio è frutto di una collaborazione internazionale che ha coinvolto l’agenzia creativa New York Small, il regista francese Rudi Rosenberg e la casa di produzione di Indiana, compagnia multimediale italo-americana. “La Pesca” raccoglie la tradizione di Esselunga nel ricorrere, per i propri spot, al cinema d’autore. Già nel 2011, infatti, il fondatore Bernardo Caprotti aveva affidato al regista Giuseppe Tornatore la realizzazione di “Il mago di Esselunga”, video della durata di 16 minuti in cui i dipendenti del supermercato diventavano protagonisti della spesa di una famiglia, svelando l'importanza del proprio lavoro nel "backstage" di un superstore della catena.

Oggi, regista e attori si trovano a dover difendere il progetto da una valanga di critiche. «Polemiche? C’è un’unica parola con la quale definirei questo spot: dolce. Più che uno spot è un film con un po’ di advertising» ha affermato Rosenberg. Il direttore creativo Luca Pannese ha ribadito le ragioni alla base delle scelte fatte insieme al collega Luca Lorenzini: «Abbiamo voluto uscire dagli stereotipi. Oggi ci sono tanti tipi diversi di famiglia, può essere interessante raccontare la storia di un certo tipo di famiglia che di solito non si racconta».

Di un'opinione affine è l'attore che, nel video, interpreta il papà, Mauro Santopietro: «Lo spot, che dura all'incirca due minuti, è quasi un atto rivoluzionario. Questa durata consente di riflettere su quel che si vede». Dicendosi dispiaciuto per le posizioni conflittuali della scena politica sul tema («Lo spot è un prodotto culturale che dovrebbe far riflettere e non spingere a giudicare»), ventila, ospite a "Un giorno da pecora" di Rai Radio1, la possibilità di un sequel: «Sto cercando di proporlo: potrebbe prevedere che io vada alla Esselunga a comprare una busta intera di pesche. Non so se me lo faranno mai fare».

Attore che interpreta il papà separato nello spot La Pesca di Esselunga

 
 
 

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