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Ciao! Scommetto che ti stai chiedendo che ci fai qui...

Una domanda più che condivisibile, dalla risposta più che incerta. Già che stai leggendo, però, concedimi la possibilità di presentarmi.  
 
Sono Camilla, ho 26 anni e dare vita a questo blog è qualcosa che ho rimandato per anni. Anzi, a dirla tutta ci ero riuscita, nel lontano 2023. Allora ero una studentessa di giornalismo a Bologna. Senza esperienza, ma con la fame di scoprire un mondo che sembrava irresistibile. Il progetto è durato poche settimane, prima che gli impegni (e forse anche l'insicurezza) facessero vacillare la voglia di continuare. Ma intanto la vita è cambiata e ha cominciato a correre, relegando questo vecchio sogno del blog in cantina: la laurea, le prime esperienze, i primi articoli pubblicati. Ho cominciato a scrivere per il giornale di strada Piazza Grande, dove ho scoperto quanta grazia possa esistere nel raccontare realtà difficili. Poi, un'esperienza formativa al Corriere, che mi ha fatta scontrare con la realtà (durissima) di un mestiere (straordinario) come questo. A gennaio 2025 lascio Bologna e approdo a Padova, dove la redazione di un quotidiano nascente decide, follemente, di scommettere su di me. Interviste, inchieste, festival, eventi, conduzioni. I giorni sono diventati mesi, le esperienze si sono accumulate. E ora, ogni giorno, faccio il lavoro che sognavo da piccola. Provando, imparando, sbagliando. Ma con la gioia e il senso di responsabilità di chi vuole tentare di capire meglio il mondo. E, magari, di aiutare gli altri a farlo. 

Dal 2023 sono passati solo tre anni. Ma tante cose sono cambiate. Io sono cambiata. Ho lasciato andare certe paure (e me ne sono creata delle altre). Ho scoperto che la più grande soddisfazione è continuare, ogni giorno, a imparare. Ho iniziato ad apprezzare il confronto, anche quando si trasforma in scontro, perché uscire dagli schemi aiuta a far circolare il sangue e le idee. Ma soprattutto mi sono resa conto che tante cose sono rimaste le stesse. E che forse non cambieranno mai. Tre anni fa concludevo questa mia presentazione scrivendo: "Quindi, tirando le somme di tutti i miei pregi e difetti, mi sono chiesta: perché non condividere ciò che ogni giorno mi appassiona, mi stupisce, mi fa incazzare? Perché tenere per me le informazioni che così avidamente ricerco? Statisticamente parlando, là fuori almeno qualche individuo curioso come me deve esistere per forza. E se sei finito qui, mi piace pensare di averti finalmente trovato". Tutto cambia, ma la conclusione resta la stessa.

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