Putin crea ‘nuove armi nucleari avanzate’ e incontra il fedelissimo Kadyrov.
- Camilla Consonni
- 28 set 2023
- Tempo di lettura: 2 min
Nel 2024, il 6% del Pil russo sarà dedicato alla Difesa: per Peskov, portavoce del Cremlino, è un “aumento assolutamente necessario”. Stoltemberg, Segretario generale della Nato, a Kiev: ‘State guadagnando terreno’.

«Armi nucleari avanzate in grado di mantenere l'equilibrio strategico nel mondo». Il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ne ha annunciato la creazione in occasione di un messaggio diretto ai lavoratori del nucleare. La società statale Rosatom starebbe inoltre sviluppando con successo «tecnologie all'avanguardia nei settori dell'energia e dello spazio». A distanza di poche ore, il Portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha annunciato un aumento delle spese militari: nel 2024, le spese per la difesa corrisponderanno al 6% del Pil russo, cifre che superano la somma dei rubli investiti per istruzione, protezione ambientale e sanità. Un incremento «assolutamente necessario» per Peskov «poiché viviamo in uno stato di guerra ibrida che è stata scatenata contro di noi». Per non parlare poi dei costi del prolungato conflitto in Ucraina, tra la produzione di armi e una rampante inflazione. Vani gli avvertimenti della Banca centrale russa, secondo le cui stime la crescita economica del paese subirà un rallentamento verso la fine del 2023.

Putin ribadisce invece i successi dell’invasione, istituendo, nella data del 30 settembre, la giornata della “Riunificazione” con le regioni ucraine ora totalmente o parzialmente sotto il controllo di Mosca, ossia Donetsk, Zaporizhzhia, Lugansk e Kherson. Non mancano anche le celebrazioni della fedeltà dei propri alleati: il leader ceceno Roman Kadyrov, precedentemente dato per malato o addirittura per morto, è stato ricevuto oggi al Cremlino. Putin ne ha lodato «il buon lavoro svolto sempre in collaborazione con il governo di Mosca», sottolineando «la situazione positiva della regione».

L’altra faccia della medaglia vede però nuovi sconfinamenti delle milizie filo-ucraine della `Legione Libertà della Russia´ nella regione di Belgorod: «Continuiamo a ripulire la nostra casa dalla sporcizia di Putin, la battaglia non è finita» dicono i ‘legionari’. Al di là del fronte, nuove visite istituzionali a Kiev, che non smette di rinsaldare le proprie alleanze. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha infatti discusso della possibilità di nuovi aiuti militari con i ministri della Difesa di Francia e Regno Unito, Sébastien Lecornu e Grant Shapps, prima di ricevere il Segretario Generale della Nato Jens Stoltenberg. «Le vostre forze stanno andando avanti. Più l'Ucraina diventa forte, più ci avviciniamo alla fine dell'aggressione russa» ha affermato il capo dell’Alleanza Atlantica, ricordando in risposta alla richiesta di ulteriori sistemi di difesa aerea che «la Russia potrebbe deporre le armi e oggi la guerra sarebbe finita. Kiev non ha questa opzione. La resa dell'Ucraina non significherebbe la pace». Zelensky ha in questa occasione ribadito anche la necessità, oltre che coerenza morale, di una futura adesione del paese alla Nato: «È solo questione di tempo».





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