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Myanmar, la nuova legge elettorale che ha dimezzato i partiti in corsa per le elezioni

  • Immagine del redattore: Camilla Consonni
    Camilla Consonni
  • 30 mar 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

30/03/2023

Dopo il colpo di stato del febbraio 2021, la giunta militare che controlla il paese torna a far parlare il globo di Myanmar. Confinante con due dei paesi più popolosi del mondo, quella che noi conosciamo come Birmania ha un territorio grande due volte quello italiano, una popolazione di appena 54 milioni di persone e una storia recente costellata di colpi di stato militari, rivolte sanguinosissime e strenui tentativi di istituire e stabilizzare la democrazia. Protagonista di questi tentativi la Lega Nazionale per la Democrazia, guidata dal Premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, ex leader del paese. Basta tuttavia una nuova legge elettorale a ridimensionare le speranze per elezioni libere nel paese.


Secondo quanto istituito dalla legge approvata a gennaio dalla giunta, infatti, tutti i partiti avrebbero avuto 60 giorni per registrarsi ufficialmente e avere quindi la possibilità di partecipare alle elezioni, promesse per agosto. Moltissimi partiti, tuttavia, si sono rifiutati in nome dell’illegittimità del governo attuale: ben 40 sui 103 esistenti sono stati sciolti definitivamente. Ulteriori prescrizioni introdotte dalla riforma elettorale prevedono l’acquisizione di almeno 100mila iscritti entro tre mesi dalla registrazione e fondi in moneta locale (kyat) corrispondenti a circa 44mila euro: le leggi precedenti richiedevano solo 1000 iscritti e un centesimo dell’importo. Sono inoltre stati vietati rapporti o legami con generiche organizzazioni terroristiche, la cui natura non viene ulteriormente specificata.


Tra i partiti sciolti, proprio la Lega Nazionale per la Democrazia che nel novembre 2020 aveva primeggiato alle elezioni immediatamente precedenti il colpo di stato militare. Conseguentemente, si pensa per tenerla lontana dalla politica, la leader del partito era stata sottoposta a una serie di processi fumosi e che hanno destato l’attenzione e il dissenso internazionale. Infine, nel dicembre 2021, la condanna e l’incarcerazione.

Camilla Consonni

FONTI:


IMMAGINE: https://www.ilpost.it/2023/01/27/giunta-myanmar-legge-elezioni-partiti/


 
 
 

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